il progetto raccontato: 'perle nascoste' - il budget

Abbiamo una voglia matta di fare ciò che più ci piace, uscire e fotografare! Ma non subito, serve ancora un po’ di pazienza.

 

Dopo aver individuato i primi punti chiave, ovvero le colonne portanti del nostro progetto, abbiamo voglia di fare quello che ci piace di più, uscire a fotografare!

In realtà, nel mio caso, sono stati necessari tre passi in più, – e sono aspetti che è meglio sempre valutare a priori – ovvero:

 

  • Definire i nuclei su cui lavorare.
  • Capire dove poter esporre le fotografie.
  • Definire i dettagli del budget.

Per definire i nuclei su cui lavorare era necessario trovare un fil rouge che li legasse; non era sufficiente dire ‘nuclei storici’ perché ce ne sono davvero tanti e avrei finito con il dover girare tutto il Canton Ticino per poi ritrovarmi senza avere nessun filo conduttore che potesse raccontare, e unire, la storia che volevo mostrare attraverso queste mostre.

Fortunatamente è stato il fiume Vedeggio a togliermi un bel pò di castagne dal fuoco permettendomi di scegliere quei comuni che si affacciavano su di esso; ed in seguito fare un ulteriore scrematura e ‘usare’ solo quelli del medio Vedeggio per avere maggiore coerenza visiva. Ammetto che ridurre il numero dei nuclei rendendoli più gestibili mi ha anche offerto un’ottima opportunità, quella di poter ‘usare’ la parte del basso Vedeggio per un eventuale futuro progetto. Un vantaggio non cercato, un po’ di fortuna e un pò di tattica non fanno mai male, anzi… !

Quando anche l’area in cui sarei andato a lavorare era definita – lasciando da parte i rompicapo del tipo ‘capire dove iniziava un comune e dove finiva l’altro’, è arrivato il momento di arrovellarmi sul dove poter esporre le fotografie al pubblico.

Dal momento che il progetto riguardava i nuclei e gli abitanti, non c’era luogo migliore della casa di tutti: la casa comunale, ovvero i Municipi. Detto fatto, carta e penna – o meglio, tastiera, schermo e stampante – ho iniziato a scrivere ai vari municipi per presentare il mio progetto, chiedendo la possibilità di esporre presso le loro sedi e valutando dalle loro risposte l’interesse effettivo che ci sarebbe stato.

Dopodiché arriva quello che gli spagnoli chiamano la dolorosa; il conto in parole povere.

 

Il vile denaro riesce sempre a far sentire la sua presenza, anche quando stiamo facendo qualcosa che di fini commerciali non ne ha; ciò non toglie  che un’idea di quanto possiamo investire, a livello di soldi e personalmente, in un qualsiasi progetto dobbiamo averla fin dall’inizio, però ad un certo punto i conti bisogna farli per bene – possibilmente prima di iniziare a lavorare.

In realtà il discorso budget si può fare in due momenti; dopo aver definito tutti gli aspetti del progetto, oppure a monte e decidere poi tutti i dettagli di conseguenza.

Quando si tratta di progetti di questo tipo tendo a stabilire ‘a naso’ una fascia di spesa entro la quale stare; da un minimo che mi permetta di sviluppare l’idea in modo adeguato e professionale, seppur rinunciando magari a qualche plus, ad un massimo che mi permetta di aggiungere ciò che può dare un plus valore al tutto; ad esempio la pubblicazione di un libro fotografico riassuntivo finale.

Sulla base di tutto quanto deciso, valutato e soppesato in precedenza ci troviamo quindi a fare una lista con gli importi dedicati a ciascun settore.

Qui di seguito vi propongo una lista abbastanza completa ma che ovviamente va adattata caso per caso.

  • Costo della stampa, se fatta da un laboratorio ma anche se eseguita da noi stessi in quanto ci serviranno: la carta, l’inchiostro, magari degli agenti chimici, e tutto quello che sarà necessario in base alla tecnica da noi scelta.
  • Costo delle cornici e materiali annessi (cornici, passe-partout, adesivi, chiodi, fili, attaccaglie e quant’altro). Non sottovalutate le piccole spese per materiale vario come ad esempio i chiodini o le etichette per le didascalie, perché una volta sommate influenzeranno comunque il vostro budget.
  • Costo della promozione (stampa locandine, inviti, inchiostro, spedizioni postali, etc.).
  • Costi di trasferta (carburante, pedaggi, alberghi e pasti fuori casa se il vostro progetto lo richiede).
  • Costo di affitto degli spazi espositivi.
  • Costo del vernissage; la sera dell’inaugurazione è d’obbligo ed è la più importante, quella in cui avrete la maggior affluenza di pubblico. Per una buona impressione e un lavoro serio normalmente prevede sempre un aperitivo con cibo e bevande, che sia essa di giorno o di sera.
  • Costo della manodopera se avete bisogno di aiutanti esterni.
  • Costo del libro finale (se si vuole fare un libro).
  • Varie ed eventuali imprevisti (tutte quelle spese, spesso e volentieri legate alla sfortuna nera, che possono capitare *e capiteranno ve l’assicuro!* anche se non facevano parte della lista).
  • Il nostro tempo (nei miei progetti personali non considero mai il mio tempo come fosse un lavoro commerciale, ciò comunque non vieta che lo si possa fare).

Questa è una lista puramente indicativa dato che il peso di ciascuna voce può variare anche notevolmente da un progetto all’altro; in realtà tutta questa ‘burocrazia’ ha due scopi fondamentali:

  • Evitare sorprese in corso d’opera.
  • Permettere di dedicarsi alla parte che più amiamo – CLICK!  senza avere fastidiose distrazioni mentali legate ad aspetti che non abbiamo ancora ben chiarito.

Nel caso de “le perle nascoste” alcune voci di spesa elencate sopra non ci sono state o perlomeno erano abbastanza marginali da rientrare in ‘varie ed eventuali’, mentre altre dovevano essere considerate attentamente.

Una nota specifica voglio dedicarla alla voce ‘costo della manodopera’ perché se è vero che in un qualsiasi progetto l’apporto di famigliari ed amici è importante anche per contenere i costi; questo non significa che si possa approfittare per mesi dei nostri cari o che gli stessi possano fare tutto.

Parlando più chiaramente, se passiamo mesi a lavorare su di un progetto il desiderio più che naturale è che tutto sia fatto in modo da metterlo in valore; e questo richiede:

  • Di avere noi stessi le capacità per fare tutto in prima persona.
  • Di avere qualcuno disposto ad aiutarci e che abbia le capacità specifiche.

Se nel nostro entourage ci sono persone capaci in uno specifico campo è chiaro che saranno la nostra prima scelta, e se l’impegno richiesto non sarà eccessivo potranno anche aiutarci pro bono; ma se non ci sono credo sia meglio cercare un aiuto esterno e pagarlo, spiegando chiaramente di cosa si tratta – oppure rinunciare a qualcosa, e concentrarci sul cuore del lavoro, piuttosto che fare qualcosa in maniera raffazzonata e non professionale per risparmiare ad ogni costo.

Arriviamo alla domanda fatidica: come finanzio il mio progetto?

 

In linea di massima esistono tre modi per riuscire a finanziare un progetto:

  • Il primo è mettersi in prima persona; usare i nostri fondi e cercare di recuperare almeno il capitale investito vendendo le nostre fotografie; modalità decisamente pericolosa dal punto di vista finanziario ma che permette grande libertà di manovra su cosa desideriamo fare e come farlo.
  • Possiamo però anche cercare degli sponsor, ad esempio aziende che possano essere interessate ad accostare il loro marchio al nostro progetto; in questo caso occorrerà fare ricerche per capire chi potrebbe essere interessato.
  • E per finire il crowdfunding (che in questi anni sta spopolando); ovvero la raccolta di fondi fatta su piattaforme web apposite dove presentare il nostro progetto correlato di dossier e documentazione varia e attraverso  il quale potremo ricevere donazioni più o meno grandi da parte di aziende e privati, in cambio di piccoli doni anche simbolici per le donazioni più basse, e doni di un livello leggermente più alto per le donazioni sostanziose.

Autofinanziamento

Come ho detto poco sopra, l’autofinanziamento è il metodo più rischioso ma è anche quello in cui possiamo davvero essere liberi di fare ciò che vogliamo esattamente come lo vogliamo; con tutti gli annessi e connessi del caso.

Annessi e connessi che implicano purtroppo anche il non riuscire a tornare in pari con il denaro investito – dopodiché la scelta eventuale di fare qualcosa ‘pro bono’ senza nemmeno pensare a recuperare le spese è una questione personale che dipende molto dalla riserva di finanze che abbiamo. 

Gli sponsor

Nulla vieta di cercare aziende o enti interessati a darci una mano nella realizzazione del nostro lavoro; alcune aziende hanno addirittura programmi dedicati allo sponsoring, e spesso proprio dedicati all’arte e alla cultura. Va da sé che il nostro progetto deve coincidere con i desideri di chi potrebbe finanziarci; più l’azienda ha una struttura dedicata, seria e dotata di capitali, più sarà richiesto di presentare un programma dettagliato che verrà esaminato attentamente.

A questo punto tutto il noioso lavoro con carta, penna e calamaio diventa fondamentale per convincere i nostri potenziali benefattori. Sicuramente un ottimo modo per avere una ragionevole possibilità di ottenere i fondi è quello di presentare almeno un inizio di lavoro già effettuato, e proporre in cambio il ‘prodotto del vostro progetto’ ad un prezzo scontato, ovvero:

  • Se fate un libro potete proporre un certo numero di copie ad un prezzo scontato in cambio di un sostegno anticipato.
  • Potete mettervi a disposizione per attività collaterali che interessino al donatore.

Per concludere, anche se non sarebbe necessario dirlo, una volta ottenuti i nostri agognati fondi non saranno più ammessi cambiamenti in corso d’opera, a meno che, caso molto raro, entrambe le parti (voi e lo sponsor) non siano d’accordo sul cambiamento.

Il crowdfunding

In questo caso siamo davvero in campo aperto perché oltre ad un budget definito dobbiamo anche preoccuparci di selezionare la piattaforma più adatta ai nostri scopi e provvedere a promuovere – secondo le linee guida della piattaforma prescelta – il nostro progetto.

Va da sé che quando si chiedono contributi questi non possono essere senza contropartita, quindi occorre prevedere una o ancor meglio più ricompense calibrate in base alla donazione ricevuta.

Per darvi un’idea su quali contropartite dare in base alla donazione ricevuta vi propongo tre esempi:

  • Una stampa numerata e firmata per gli importi più bassi.
  • Una copia del libro autografata per gli importi intermedi.
  • Una stampa ed un libro per gli importi più alti

Un aspetto su cui si può inciampare facilmente riguarda la consegna. Non potremo dire al donatore ‘in cambio avrai questo ma le spese di spedizione sono a tuo carico’, non faremmo una buona figura e la nostra immagine ne risentirebbe parecchio… Questo può apparire come un dettaglio di poca importanza, ma valutate che alcune di queste piattaforme sono aperte al mercato europeo o addirittura mondiale, cosa succederebbe se una Società australiana vi facesse una grossa donazione e in cambio dovreste spedirgli libro e stampa? Considerate quindi in tutti gli aspetti quale piattaforma crowdfunding usare prima di lanciarvi a capofitto!

Qui di seguito vi propongo alcune ottime piattaforme di crowdfunding per facilitarvi la scelta:

  • Lokalhelden questa piattaforma è stata creata dalla banca Raiffeisen ed è attiva in Svizzera, come dice il nome si rivolge sopratutto a realtà e progetti locali.
  • WeMakeIt la più grande piattaforma Svizzera rivolta a progetti di tutti i tipi.
  • Crowdify piattaforma focalizzata sui progetti culturali e alle start-up.
  • Kickstarter il gigante dei giganti! questa è la più grande piattaforma attiva al mondo, cercare di darne una descrizione richiederebbe intere pagine.
  • Startnext piattaforma focalizzata sul mondo tedesco, la più grande del suo genere. 
  • Becrowdy una grande realtà italiana attiva nei progetti creativi.
  • Ulule piattaforma francese attiva anche in Italia.

Quelli che vi ho proposto sono solo dei suggerimenti, sarebbe impossibile fare un elenco completo o suggerire la migliore, non credo ne esista una migliore ma piuttosto ne esistono di più, o meno, adatte a seconda del progetto che si intende sviluppare.

Adesso si, possiamo iniziare a fare quello che più ci piace! Click!

Alla prossima puntata, 

Luca

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  • nel prossimo articolo …. finalmente CLICK!
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