Giovanni Gastel - Un eterno istante

Per chi é interessato a leggere il libro, può trovarlo a questi link:
 

Essendo anch’io fotografo amo molto leggere le storie dei grandi fotografi, sia contemporanei che del passato. 

Qualche tempo fa ho recensito uno dei libri di Oliviero Toscani, “Ciao mamma”. 

Come avrà capito chi ha letto la prima recensione, non sono molto a mio agio con la scrittura, mi trovo più a mio agio con le immagini che con le parole scritte, anche se alla fine il percorso è sempre lo stesso, cercare la chiave di volta di una storia ed attorno ad essa lasciare che gli avvenimenti si sviluppino ed il messaggio prenda forma.

Nel caso di una recensione rimane sempre la ricerca della chiave di volta, che però in questo caso mi permette di fare ordine in ciò che ho letto. 

Se con Toscani si trattava del termine provocazione, nel caso di Gastel credo che il termine più appropriato sia eleganza.

“La fotografia è sempre un atto di seduzione, deve esserlo. E’ l’essenza delle persone e delle cose che ti deve sedurre, persone e cose che devi disperatamente in quell’attimo amare e a tua volta sedurre”

Esattamente come nel caso di “Ciao mamma” anche con “Un eterno istante” ho ritrovato l’intimità dell’uomo prima ancora che del fotografo – anche se poi le due parti sono indissolubili, la fotografia altro non è che lo specchio in cui si riflette il fotografo. 

In Gastel l’eleganza si declina in mille e più riflessi, quasi lui stesso fosse ricoperto di mille e più specchi che riflettono le sfaccettature dei mondi che lo compongono. 

Nasce in una famiglia dell’alta borghesia industriale milanese con le rigidità proprie del tempo, ma è anche nipote del grande Luchino Visconti. Assorbe l’eleganza dei luoghi dove cresce ma anche l’eleganza della conoscenza e dell’immaginario culturale propri della sua famiglia.

Recensire questo libro è tutt’altro che facile dal momento che si tratta di un racconto di vita e sentimenti. 

Gastel ha il coraggio di fare una scelta contro corrente, diventare fotografo, perdendo l’appoggio del padre che lo avrebbe voluto – come quasi tutti i padri dell’epoca – prosecutore di ciò che lui aveva creato, e che per il figlio sarebbe stata la strada sicuramente più comoda.

‘Fratello caro, ho trovato queste fotografie e te le mando… Ed ecco, di colpo uno capisce che tutto è cominciato lì,  in quel incredibile inverno in cui l’arte è piovuta inaspettata nella sua vita, stravolgendo e dettando il suo imperativo”

Aprire uno studio fotografico senza in realtà avere una formazione alle spalle e sperimentare, vivere ogni volta l’emozione dell’ignoto dato dalla pellicola che si sviluppa e rivela se quello che si è immaginato è diventato realtà. 

Andare a Parigi, avere successo e poi, come spesso accade, cadere e tornare sui propri passi e ricominciare. 

Affrontare un male al tempo non molto ben definito chiamato attacchi di panico e riuscire a conviverci, anzi, forse riuscire anche a farne un punto di forza da sfruttare nel lavoro. 

“Flavio sfoglia le poche foto e guardandomi fisso negli occhi dice: “lei fa brutte fotografie. Lo sa, vero?”… Un’ora di dialogo, le letture che amo, il cinema che amo, i posti che amo e poi quel fatidico: “Sì, la farò provare, ora vada!”. E ancora: “Aspetti! Una cosa importante! Guardi che a me delle belle fotografie non importa niente!”

Come ho detto sopra, ho una forma di adorazione verso il fotografo Gastel – se lo conoscessi di persona probabilmente la avrei anche per l’uomo Gastel –  e non riesco a nasconderlo, me ne rendo conto rileggendo le righe che ho appena scritto, quindi prendete ciò che dico con le proverbiali “molle” ed andate a leggere questo libro di cui spero apprezzerete la vena poetica nonostante sia un autobiografia talvolta anche abbastanza impietosa.

Pensando a come concludere mi era balenata l’idea di fare un parallelo fra Gastel e Toscani, ma sinceramente non credo sia il caso dal momento che i due sono troppo diversi – o forse no. In fondo entrambi sono ancora attivi, hanno partecipato alla creazione del Made In Italy ed hanno trasmesso attraverso le loro immagini una personale visione. Credo sia meglio lasciare ad ognuno di voi il piacere di percorrere il sentiero della scoperta per conto proprio.

Buona lettura

Luca Avalis Bertone


Per chi é interessato a leggere questo libro, può trovarlo a questi link:
Follow me:
Share:

2018/2019 ©Atelier71 by Luca Bertone - All Right Reserved

Visual360° non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale